WILLIAM KENTRIDGE AL TEATRO SOCIALE
                                 di Cristiano Calori

     Dopo Fabio Mauri nel 2005, anche per quest'anno, in occasione del "giorno della memoria" il 27 Gennaio, data della liberazione dal campo di concentramento di Auschwitz, è stata scelta un opera di un artista contemporaneo, esposta al Teatro Sociale, che faccia riflettere sul tema della discriminazione e del razzismo. L'autore coinvolto e presentato è il sudafricano nato a Johannesburg William Kentridge, artista eclettico e multidisciplinare di indiscusso livello internazionale, noto per i suoi cortometraggi, talvolta proiettati su facciate degli edifici e video-installazioni, il quale ha partecipato alle più prestigiose manifestazioni internazionali, Documenta a Kassel (1997 e 2002), Biennale di Venezia (1993, 1999 e 2005). Gli sono stati dedicati importanti riconoscimenti in tutto il mondo: Moma di New York, Museum of contemporany Art di Chicago e un antologica al Castello di Rivoli nel 2004, mostra in seguito divenuta itinerante che è stata ospitata dai Musei di Dusseldorf, Sidney, Montreal e naturalmente Johannesburg. Prosegue quindi l'operazione di internazionalizzazione che attraverso le iniziative della GAMeC sta investendo Bergamo: in particolare la scelta di quest'artista nella suggestiva sede del Teatro Sociale mi sembrano di grande impatto emotivo e di indiscusso valore culturale.
     L'opera, un cortometraggio presentato fuori concorso alla 61° Mostra del Cinema di Venezia del 2003, consiste in un disegno animato della durata di 11 minuti, dal titolo "Tide Table" (Indicatore delle maree), realizzato con disegni a carboncino nel quale vari personaggi e protagonisti si incontrano in una spiaggia pubblica sudafricana, un tempo riservata solo ai bianchi. Lì, si succedono una serie di accadimenti: si celebra un battesimo, alcune mucche deperiscono e muoiono (facendo riferimento alla tragedia dell'AIDS in Africa), una persona sostiene una persona morente che viene cancellata dal riflusso del mare, le cabine sulla spiaggia si trasformano in una corsia di Ospedale. L'acqua metaforicamente rappresenta il pericolo dell'amnesia e la cancellazione degli eventi storici più drammatici della recente storia umana, dall'Apartheid in Sudafrica, vissuto direttamente dall'autore, al dramma della Shoa, che rimanda appunto alla celebrazione del giorno della memoria, ma vale per tutte le tragedie non sempre ricordate da una data.
     Kendridge sposta il fuoco e concentra l'attenzione in generale al pericolo più insidioso della società contemporanea, la coesistenza e coabitazione delle varie differenze che devono restare tali rispettando le libertà altrui. L' autore rappresenta sulla spiaggia le varie specificità che si mescolano senza soluzione di continuità nel mondo: lo testimoniano la presenza della croce e della stella di David sugli abiti degli uomini e delle donne che avanzano verso il mare in una sorta di nuovo esodo.
     La mostra resterà aperta fino al 26 Febbraio.
                                                                 cristiano.calori@fastwebnet.it

 
 
 
 
 
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