mi viene in mente e non è detto che sia il più importante: una volta, cantando ‘Pase zo’, una canzone un po’ diversa dalle altre in quanto tratta il tema delle ‘morti bianche’ e che canto senza la parrucca e con poco accento bergamasco, i fans mi hanno preparato per il Bepi-raduno un’enorme striscione con scritto ‘Grazie Tiziano’… mi ha fatto enorme piacere. La critica più fastidiosa? Non mi dà fastidio l’opinione della singola persona quando mi accusa di mettere in scena un personaggio rozzo ed ignorante, provo solo pena perché non ha capito l’ironia che c’è dietro il Bepi. Mi arrabbio invece quando la critica arriva dall’alto,


significa che il mio lavoro non è stato capito e per di più viene disprezzato. L’intellettualino di turno che snobba il Bepi è semplicemente superficiale, non ha capito che invece alla base c’è un lavoro di approfondimento.”
     Vuoi dare un consiglio ai giovani che, come te, hanno tanta voglia di fare musica ma si arenano davanti al ginepraio burocratico di Enpals e Siae?
     “Il primo consiglio che mi sento di dare, dal punto di vista morale, è che chiunque suoni deve farlo per passione e deve avere un orgoglio proprio che va oltre il successo, che può arrivare o no, giustamente o ingiustamente. C’è una cosa di cui vado fiero, non ho mai fatto nulla di cui vergognarmi, non mi sono mai fatto ‘ingabbiare’ da false promesse, non ho mai accettato di incidere una canzone brutta solo per il successo, sono sempre stato convinto di scrivere belle canzoni e bella musica, per me, anche se fuori moda. Credere in quello che fai, farlo perché ti piace e farlo bene. Purtroppo, dal punto di vista burocratico, ci sono molti costi, molte spese che frenano l’attività di chi inizia, molti giovani abbandonano per questi motivi!”
     Infine, cosa farà Tiziano da grande?
     “Voglio continuare a non fare programmi, basarmi solamente sul mio istinto perché è questo che mi ha portato ad essere quello che sono oggi. Mi fido di me stesso, di quello che sento e voglio continuare a fare ciò che mi piace; se avrò voglia di farlo fino a settant’anni continuerò, altrimenti dirò ‘grazie ed arrivederci’ e cambierò strada. Non pianificarmi, non trattarmi mai come una società per azioni. Voglio essere semplicemente una persona e voglio essere libero di fare scelte genuine, magari a volte anche sbagliate.”
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