PARCO DELLO SPORT: FAVOREVOLI E CONTRARI
                                              di Pierluigi Piromalli

     Il gruppo Percassi ha recentemente illustrato alla stampa cittadina l’ambizioso progetto che prevede la realizzazione, nell’area di Grumello del Piano, del Parco dello Sport all’interno del quale verrà costruito il nuovo stadio calcistico, il Palazzetto dello Sport, un moderno centro acquatico dotato di piscine coperte e scoperte e dell’ormai irrinunciabile e suggestivo centro benessere, percorsi ciclopedonali e una superficie, anch’essa immancabile, a destinazione commerciale.
     Il costo stimato per l’imponente opera si aggirerebbe intorno ai 250 milioni di euro, somma che rende chiaramente esplicito l’interesse che Antonio Percassi cullava fin da quando ha acquisito la presidenza della locale squadra di calcio. Il nascituro Parco dello Sport si prospetta, quindi, come una significativa operazione immobiliare, che coinvolgerà un’area assai vasta, pari a quasi seicentomila metri quadrati, divisa tra impianti, superficie da adibire a verde pubblico e superficie da destinare a scopi commerciali, che attrarrà notevoli flussi di visitatori e di frequentatori di eventi sportivi.
     Come sempre accade allorché si discute di imminenti interventi edilizi, l’opinione pubblica si è divisa tra le opposte scuole di pensiero, che, per ragioni diverse, sostengono i pro e i contro del progetto. I favorevoli vedono nel nuovo stadio e nelle infrastrutture connesse, al di là dell’obiettivo sportivo e della modernità dell’impianto, una importante opportunità di sviluppo per il quartiere, i cui residenti beneficerebbero sia di nuovi spazi per la pratica sportiva sia della presenza di attività commerciali. Gli oppositori sostengono, invece, che l’area prescelta avrebbe bisogno di ben altro, ovvero di servizi di prima necessità e non certo dell’ennesima proposta con finalità commerciali camuffate a quelle sportive. Tra l’altro, il Parco dello Sport genererebbe, dato da non sottovalutare, un marcato incremento del traffico veicolare e un maggior inquinamento in un quartiere stretto tra l'inceneritore e le arterie stradali già pesantemente frequentate, pur restando accattivante, per i tifosi e gli amanti del calcio, l’idea che il nuovo stadio si inquadri in quella moderna visione che una società sportiva deve avere per competere, in termini di business, sullo scenario nazionale ed internazionale e cioè quella di essere proprietaria di un impianto e di gestire le attività ad esso collegate.
     Il progetto orobico, oltre che dotare la squadra calcistica di uno stadio avveniristico, sembra prevedere anche strutture complementari all’opera e delle

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