sussurrare e che altrettanto religiosamente, a notte fonda, uscirebbero dai locali per incamminarsi alle proprie auto senza proferire verbo e senza soffermarsi per celebrare inutili appendici post consumazione! Paradossale credere che ciò avvenga, tenuto conto che l’effervescenza giovanile, coniugata ad una comprensibile leggerezza di vita di chiara emanazione anagrafica, impedirebbe ad un’acerba gioventù di comprendere che esiste un mondo parallelo al loro, che deve fare i conti con realtà distinte, con impegni inderogabili, con necessità lavorative e con orari che, con la vita notturna, hanno poco in comune. Insomma, incompatibilità insanabili e difficilmente gestibili che nessun amministratore, seppur lungimirante, potrebbe perseguire.
     Il fenomeno Street Parade rappresenta quindi la conseguenza del segno dei tempi, dell’era del Web e dei social network, attraverso i quali si veicolano esigenze, necessità e desideri e che palesano criticità e insoddisfazioni delle masse giovanili, le quali si ricompattano intorno a questi tam tam di rete. Si può anche prendere atto di ciò, ma certo è che la socialità non deve per forza essere magnificata solamente di notte ed essere celebrata sotto le tenebre! Le gioventù dei decenni precedenti, pur senza disporre di raffinate e sofisticate tecnologie, sapevano godere del poco senza proporre crociate di insoddisfazione e non risulta siano cresciute nelle privazioni e nell’oscurantismo. Ciò può, quindi, ancora essere da esempio anche per le generazioni di oggi, avvitate nelle incongruenze e nella illogicità delle loro proposte!

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