Questo rileva non tanto sotto il profilo della sottrazione di interessi creditori, ormai sostanzialmente pari a zero (0,0125%), ma soprattutto per quanto riguarda gli interessi debitori. Se un conto è pari a zero e il titolare versa un assegno da 1000,00 Euro, emettendone contestualmente uno da 500,00, i soldi versati arriveranno dopo dieci giorni, mentre quelli pagati usciranno subito: così il povero correntista si troverà "in rosso" per dieci giorni, pagando la commissione di massimo scoperto e interessi passivi che raggiungono tranquillamente il 14%. Come difenderci?
     1) Quando apriamo un conto e ci troviamo davanti un'offerta scintillante piena di servizi compresi, dobbiamo preoccuparci di chiedere cosa non è compreso e quanto costa: un conto che promette sessanta operazioni gratuite all'anno appare più allettante di uno che non presenta tale offerta. Tuttavia qui deve scattare la domanda: e oltre le sessanta? Ipotizziamo di fare centoventi operazioni all'anno. Il primo conto ne offre sessanta gratis, le altre costano 40 centesimi l'una; nel secondo conto paghiamo ogni operazione, ma 10 centesimi l'una. Il conto con l'offerta ci costerà 24,00 Euro, quello senza offerta 12,00 Euro. Pensiamo in anticipo cosa faremo con il nostro conto corrente, chiediamo il prezzo di ciò che ci serve concretamente e riusciremo a valutare la convenienza di una proposta rispetto a un'altra. Preventivamente, può essere utile dare un'occhiata al sito www.pattichiari.it, ove è possibile fare un confronto tra i servizi e i costi di un gran numero di istituti di credito.
     2) Una volta appurato il costo del nostro conto corrente, dobbiamo verificare che non aumenti nel tempo. Le banche sono tenute a comunicare ogni variazione. In calce agli estratti conto vengono riproposte le principali condizioni contrattuali o le modifiche intervenute. Se la nostra banca è corretta, è sufficiente controllare tale comunicazione. Nel dubbio, e non potendo ricordare a memoria ogni aspetto contrattuale, può essere utile confrontare ogni estratto conto col precedente: in questo modo, salterà immediatamente all'occhio qualsiasi aumento e qualunque nuova e sospetta voce di spesa.
     3) Se troviamo qualcosa che non quadra, dobbiamo segnalarlo immediatamente alla banca e chiederne la rettifica. Non è vero che le condizioni contrattuali non sono trattabili, anzi, la loro modifica autorizza il cliente a chiedere la chiusura del conto e senza costi. La voce "spese di chiusura" è dovuta infatti solo quando la scelta del correntista non è indotta dal peggioramento del rapporto costi/benefici.
     4) Nella peggiore delle ipotesi, di fronte a comportamenti evidentemente fraudolenti, non esitiamo a denunciare i fatti alla Magistratura.

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