“affamato” di drammi e gossip non si ricorderà di Eluana, non ricorderà il suo strano nome e sarà attratto da nuove notizie che giornalisti più o meno rispettosi dell’intimità delle persone sapranno presentare.
     In altri passi dell’editoriale citato si sottolinea che “[il vero problema è che]… non è assolutamente vero che [i nostri giovani] siano diventati capaci di decidere per il meglio da sé e per sé su tutto: vestiti, cibi, sesso... stile di vita e - persino - sul tipo di morte, anche se lo fanno e la società glielo permette.” […] “…inquietanti segnali ci dicono che i valori fondamentali non vanno persi di vista, mai e per nessun motivo: l'affermazione della propria personale libertà dovrà fare continuamente i conti con la difesa della vita, il rispetto dell'altro, la cura e la solidarietà verso il bisognoso; la necessità della sicurezza e la lotta contro i crimini non potranno mai giustificare razzismo e intolleranza; l'affermazione del proprio diritto non dovrà avvenire a scapito di quello dei più deboli e indifesi; l'impegno per la dignità della vita e della persona non potrà mai giustificare la soppressione di vite in apparenza meno vitali e dignitose, così come la doverosa lotta contro la sofferenza non può diventare scusa per eliminare una vita.”
     Tutto viene facilmente demandato; purtroppo anche il ricordo dei sacrifici dei nostri “vecchi” e dei loro valori. Tocca sempre ad altri fare, decidere, scegliere ciò che toccherebbe a ciascuno di noi; poi ogni decisione viene criticata, in casa i ragazzi non provano più quella serenità che i genitori sopraffatti dallo stress e/o dai problemi del lavoro o della cassa integrazione o del futuro incerto potevano trasmettere fino a qualche anno fa e crescono spesso abbandonati a se stessi con compagni i video giochi o, con i relativi rischi, le chat dei vari siti internet.
     Tutto purtroppo viene anestetizzato come se una coltre soffice di neve o peggio di nebbia avvolgesse le nostre famiglie. Questo pomeriggio un vento sta spazzando l’atmosfera, ma è un vento freddo…
     Come al solito amo concludere con un po’ di ottimismo anche se ogni volta può sembrare piuttosto amaro: i nostri ragazzi sono spesso decisamente migliori di noi e, se non li rovineremo troppo con le eccessive… libertà (come è più comodo dire sì piuttosto che no a quel povero figlio, bravo ragazzo fin che nessuno lo contraddice!) magari aiutandoli a non dimenticare che dal nulla non viene nulla, che il sacrificio e la fatica sono il vero banco di prova della maturità più che un titolo di studio spesso squalificato, il mondo potrà cambiare.
                                                            gaudens@live.it

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