150 ANNI DALL’UNITÀ D’ITALIA
Una serata particolare alla Tv: Sanremo, Anno Zero, il Maghreb

                                  di Gaudenzio Rovaris

     Un celebre passo di una commedia di Dario Fo presenta una figura di un politico con la gobba e le orecchie a sventola che, di fronte ai problemi assillanti della politica degli anni ’60 - ’70 ed agli scandali che si stavano scoprendo, si rivolge ai suoi collaboratori (oggi portaborse) con l’invito a propinare pornografia e viene raffigurato con un badile con cui sparge sabbia (da cui insabbiare) su un accessorio del bagno di casa…
     Chissà se il personaggio, tuttora vivente e senatore a vita, piuttosto lucido nonostante l’età avanzatissima, potrebbe rivedersi nella figura di un politico di oggi di non alta statura che richiama il Vittorio Emanuele III, non solo di statura piccolo per il D’Annunzio, contrapposto nell’introduzione a “La vergine delle rocce”, che descrive la figura del superuomo dannunziano, alla grandezza morale di un altro personaggio trasteverino vestito di bianco e con un carisma non certo dettato dal casato o dai soldi.
     Celebriamo i 150 anni dell’Unità d’Italia e in una serata tranquilla ci troviamo di fronte ad un istrione che sa soggiogare le folle e presentare la storia con episodi che trasforma in stupefacenti per quella massa che l’ascolta e che si bea con cenni di approvazione del capo, probabilmente per nascondere l’ignoranza dei fatti e dei personaggi citati. Immagina addirittura che i colori della bandiera risalgano al vestito di Beatrice che si presenta a Dante nel paradiso terrestre, mentre il bolognese Luigi Zamboni e l’astigiano Giovanni Battista de Rolandis, nell'autunno del 1794 unirono il bianco e il rosso delle rispettive città al verde, colore della speranza (si può vedere su Wikipedia alla voce Bandiera d’Italia); per un innamorato di Dante come me l’idea è però affascinante.
     Da grande maestro del palcoscenico ha concluso il suo intervento con un’appassionata interpretazione dell’inno nazionale, immaginandolo cantato la sera prima della battaglia da uno dei tanti giovani martiri del Risorgimento, che ha veramente toccato i cuori.
     Su un altro canale, “Anno zero” tenta di contrapporre uno stantio approfondimento sui bunga bunga e simili. Una considerazione velata di rabbia espressa da Santoro sulla durata dell’intervento di Benigni (dice lui, 45 minuti) maschera la convinzione che il suo audience non sarebbe stato come quello delle puntate precedenti.

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